Il recente volume Monasteri in dialogo con il mondo (Polistampa – Sarnus 2025) riguarda la fitta corrispondenza tra Giorgio La Pira e le madri badesse di vari Monasteri basata sui carteggi del Fondo Torricelli custodito dall’associazione fiorentina Arcton.
Lo spunto è offerto dalle lettere inviate nella prima metà degli anni Cinquanta dalle madri badesse al Sindaco Santo, che le sollecitava a entrare in una grande “rete di preghiera” di respiro internazionale. I testi e le immagini sono testimonianza di uno scambio di idee e propositi basato sull’incontro e il sostegno reciproco, e offrono anche un’occasione per riscoprire una spiritualità femminile che assume contorni concreti e percepibili nei luoghi nei quali si esprime. (Coordinamento editoriale: Andrea Fagioli, Elena Giannarelli).
In sette saggi illustrati dedicati ad altrettanti monasteri dell’area fiorentina, il libro ricostruisce la condivisione profonda tra le monache di clausura e La Pira, offrendo al tempo stesso al lettore uno sguardo dentro le mura di questi luoghi di preghiera. “Si affacciano alla ribalta”, ha scritto in questo libro Patrizia Giunti Presidente della Fondazione La Pira, “gli ambienti che hanno visto scorrere la vita delle claustrali, le loro esperienze di donne e di consacrate, il loro essere forza nel mondo stando fuori dal mondo”. Le lettere, datate tra il 1951 e il 1955, consentono di tracciare lo stretto rapporto umano, talvolta al limite del confidenziale, nato in molte circostanze grazie all’iniziativa lapiriana.
La Pira si rivolgeva alle monache affinché esse, interlocutrici per eccellenza con Dio, potessero intercedere per richiedere un intervento diretto nelle vicende umane con lo scopo di far attuare il precetto divino, affinché “si costruisca nel mondo una società nuova, ad ispirazione cristiana, nella quale a tutte le creature umane sia assicurato il lavoro, la casa, il pane e quanto è essenziale ad una modesta ma dignitosa vita umana”. Nella preghiera delle monache, lo statista vedeva uno strumento per difendere il mondo dalla minaccia della guerra. In tempi nei quali si riaffaccia l’incubo di un nuovo conflitto mondiale, il libro ripropone quel dialogo nella speranza che possa aiutare le coscienze a opporsi a tutto ciò che spinge l’umanità verso il precipizio.
Ha scritto Piero Meucci direttore di Thedotcultura Magazine nella Prefazione
(da https://www.thedotcultura.it/monasteri-in-dialogo-con-il-mondo-giorgio-la-pira-e-le-claustrali/)
Come antidoto ai venti di guerra degli anni del suo mandato il Professore aveva individuato nei monasteri di clausura femminili lo strumento spirituale e concreto per difendere il mondo dalla minaccia della guerra nucleare. In una lettera a Fioretta Mazzei del 12 gennaio 1951 scriveva: “Proprio mentre il mondo è scosso da ciclopici sommovimenti, mentre rumoreggiano le cose della terra, questa affermazione dei valori del Cielo può avere una efficacia di vasta portata”. (Crf. Augusto D’Angelo “Bisogna smettere di armare il mondo” Giulio Andreotti – Giorgio La Pira Carteggio (1950-1977), Fondazione Giorgio La Pira, Polistampa).
Alla luce di queste riflessioni, ci è parso il momento giusto per riscoprire la spiritualità femminile che assume contorni concreti e percepibili nei luoghi nei quali si esprime. Lo spunto ci è offerto dalle lettere e altra documentazione che nella prima metà degli anni Cinquanta le madri badesse dei monasteri del territorio fiorentino inviarono al Sindaco che le sollecitava a entrare in questa grande “rete di preghiera” che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto avvolgere tutto il mondo. Nello stesso tempo il loro interlocutore si proponeva di andare incontro ai grossi problemi economici e strutturali che gran parte degli istituti religiosi doveva affrontare negli anni del dopoguerra.
Da queste riflessioni nasce questo volume multimediale, costruito attraverso la descrizione, il racconto, le testimonianze e la documentazione inedita del carteggio delle monache con il Sindaco di Firenze.
Ogni capitolo del libro realizzato da un team composto da Elena Giannarelli, Andrea Fagioli, Ilaria Ciuti, Maria Sechi, Cristina Pagani si riferisce a un monastero con una premessa storica e culturale che introduce la parte che riguarda il dialogo delle madri badesse con La Pira. È la singolarità dei luoghi del silenzio e della preghiera che offre al lettore interessato la vicinanza necessaria allo spirito che li anima. “La nostra forza – ripetono le monache – è nel silenzio e nella speranza”.
Raccontare i passaggi più importanti della loro storia serve a inserirli nella comunità fiorentina, a sottolinearne la nobiltà e il loro posto negli avvenimenti che hanno fatto grande la città e il suo territorio. Le immagini realizzate da Gianni Pasquini offrono l’esperienza visiva di luoghi non accessibili direttamente ai cittadini e toccano le corde della curiosità e delle sensibilità culturali e spirituali di ciascuno. Sono perciò fattori importante per l’approccio a queste grandi strutture religiose.
I singoli articoli si soffermano su come era la vita in questi monasteri nei primi anni 50 quando Giorgio La Pira pose l’attenzione su di loro inviando circolari per verificarne lo stato da un punto di vista umano, religioso ed economico. In risposta a queste circolari partirono le lettere delle madri badesse che si trovano nell’archivio di Raffaello Torricelli custodito ad Arcton.
Torricelli era allora un giovane avvocato nel team dei collaboratori più stretti del Sindaco, dopo averne condiviso per anni le idee e l’impegno improntato al messaggio evangelico. Con ogni probabilità, La Pira girava a lui le lettere delle madri perché gli presentasse poi un quadro completo dei loro bisogni e delle loro richieste.
Gabriele Parenti