Nel 2025 la spesa pubblica per la sanità ha raggiunto quota 140,8 miliardi di euro, è salita a circa 148,5 miliardi nel 2026. Per il 2027 si prevedono risorse aggiuntive che la porterebbero, quindi anno a circa-153 miliardi.
A questa di aggiunge una spesa privata (con dizione inglese out-of-pocket) E’ quella che i cittadini pagano di tasca propria e si aggira attorno ai 41-42 miliardi di euro all’anno per visite, esami e farmaci che è il 22,3% del totale.
Una percentuale consistente… e in aumento.
Questo ha un riflesso inquietante perché ben 5,8 milioni di persone, il 9,9% della popolazione, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie. Questo è un aspetto che abbiamo già trattato e su cui torneremo perché è una situazione veramente triste, spesso drammatica per molte famiglie e per molti pensionati a basso reddito.
5 miliardi in più sono una cifra consistente ma devono fare fronte a un fabbisogno che cresce ancora di più in varie fonti di spesa.
A tutto questo si devono aggiungere i costi per l’avvio delle Case della Comunità che riguardano personale e attrezzature.
E ulteriori risorse occorrono per la prevenzione. Sappiamo che screening oncologici, cardiovascolare, obesità e diabete rappresentano investimenti capaci di evitare spesa futura ma occorre investire di più nella prevenzione.
A questo proposito vogliamo rilevare che alcuni screening oncologici vengono interrotti a una certa età Ad esempio, in Toscana mammografia a 74 anni colon-retto 70 anni. Qual è la motivazione?
Ho chiesto se ciò accade perché queste malattie colpiscono meno gli anziani? Ho avuto risposte negative. E allora? Su questo tema noi della Fap Acli Toscana intendiamo effettuare un approfondimento per avere una risposta precisa e per fare una proposta alla Regione affinché modifichi la situazione attuale
Dobbiamo tener conto, come ha rilevato di recente Mondosanità (cfr. https://www.mondosanita.it/news/sanita/108771/sanita-schillaci-chiede-5-miliardi-servono-ma-spenderli-come-prima-non-bastera.html) del personale e del rinnovo dei contratti, Poi dell’invecchiamento della popolazione e quindi dell’aumento delle cronicità e della non autosufficienza, assistenza domiciliare. Anche i progressi della medicina in fatto di nuovi farmaci, di strumenti diagnostici e nuove tecnologie avrà ulteriori costi.
Quindi occorre spendere di più, assai di più nella sanità. Ripetiamo spesso questi concetti e non sono certo solo nostre idee. Perché basta un dato a confermarle:
La Germania: spende circa 492-528 miliardi di euro all’annata recente, ovvero l’11,7% del proprio PIL.
La Francia: è al secondo posto con l’11,5% e una spesa complessiva intorno ai 325 miliardi di euro per una popolazione di poco superiore a quella italiana.
L’ Italia: ha una una spesa totale (pubblica e privata) di circa 179 miliardi, che sale a oltre 190 miliardi nei dati più recenti, pari all’8,4% del PIL. La sola spesa pubblica si ferma tuttavia al 6,3% del PIL, un valore inferiore sia alla media europea (6,9%) sia a quella OCSE (7,1%).
La Spagna: Si posiziona subito dopo con circa 138 miliardi di euro, pari al 9,2% del PIL.
I dati completi e gli aggiornamenti ufficiali per singolo Stato membro sono consultabili direttamente sul portale Eurostat.
E per quanto riguarda la spesa effettuata dai cittadini sempre Germania e Francia sono i Paesi con la spessa bassa (attorno al 10% o meno contro il 22% dell’Italia): la causa è che da loro la copertura pubblica o assicurativa obbligatoria copre la grande maggioranza delle prestazioni
Nino Cartabellotta Presidente della Fondazione Gimbe ha rilevato che, “nonostante le promesse dei governi, nessuno ha avuto finora la visione e la determinazione necessarie per rilanciare il Ssn con risorse adeguate e riforme strutturali. Le conseguenze sono – ha aggiunto Nino Cartabellotta – aumento delle disuguaglianze, famiglie schiacciate da spese insostenibili, cittadini costretti a rinunciare alle cure, personale demotivato che lascia la sanità pubblica. È la lenta agonia di un bene comune che rischia di trasformarsi in un privilegio per pochi”.
Per la dichiarazione integrale del Presidente Gimbe Cfr.
https://www.rainews.it/articoli/2025/10/gimbe-negli-ultimi-3-anni-la-sanita-ha-perso-13-miliardi-spesa-per-le-famiglie-e-di-41-miliardi-8cf3cfc8-fea9-4336-8acd-07c9b3df71b2.html
Gabriele Parenti
Segretario regionale Fap Acli Toscana