Questo libro è in distribuzione gratuita fino a esaurimento copie, ma è anche possibile scaricare gratuitamente il PDF del volume.

Cosa determinò il successo della marcia su Roma e quali aspetti sono da chiarire? E, parallelamente, come poté Hitler conquistare un potere assoluto e tirannico senza avere una maggioranza parlamentare? D’Annunzio e Mussolini: un rapporto controverso?
Cosa spinse Mussolini a unirsi alla Germania nazista in una guerra di aggressione? Perché Mussolini attaccò la Grescia? Quando cambiarono le sorti del conflitto? Perché occorse così tanto tempo agli Alleati per superare la Linea Gotica? Qual è stato il peso della Resistenza nella liberazione dell’Italia?
Questi ed altri quesiti sono analizzati nel libro di Gabriele Parenti “Nel baratro… oltre il baratro. Fascismo, Guerra, Liberazione” recentemente pubblicato nella collana Eda del Consiglio regionale della Toscana.
Questo volume ricerca, inoltre, nella storia del XX secolo le radici del presente. L’autore che ha al suo attivo numerosi saggi di storia contemporanea, e che si avvale anche di una lunga esperienza di giornalista e di regista, prende spunto dal fatto che il vorticoso flusso d’informazioni rende più labile la memoria storica. Da qui il suo intento di mantenerla viva con un ampio lavoro che ha -come dichiara nell’introduzione- ha un duplice obiettivo.
Anzitutto un intento divulgativo per avvicinare i lettori – con lo sguardo rivolto soprattutto ai i giovani, – a un periodo cruciale come il fascismo, il nazismo, la seconda guerra mondiale, la Liberazione.
Ma è un libro in cui tutte le generazioni troveranno spunti interessanti proprio perché dei vari eventi si cercano di chiarire cause e aspetti problematici.
Spunti significativi emergono, appunto, da queste pagine in quanto l’altro intento è interpretativo. Ad esempio, l’autore intende valorizzare il ruolo della Resistenza che per lungo tempo è stato sottovalutato Inoltre, avvalendosi anche della consultazione di una vastissima bibliografia offre interessanti chiavi interpretative su determinati eventi che a distanza di quasi un secolo presentano aspetti ancora controversi.
Così, mostra quanto la pericolosità del fascismo e del nazismo fossero state sottovalutate dalla classe politica. E come, una volta giunti al potere, abbiano potuto sovvertire in breve tempo tutto l’ordinamento statuale che non aveva come salvaguardia una Costituzione “rigida” e salda come la nostra, nata appunto dopo quelle funeste e tragiche esperienze.
Gabriele Parenti racconta che , essendo nato nel 1947, i suoi primi ricordi sono degli anni ’50 dello scorso secolo. L’Italia era uscita dall’ infausto ventennio, dagli orrori della guerra. e questi eventi erano ancora oggetto di racconti, discussioni, e narrazioni di esperienze vissute direttamente.
Nella prefazione a questo libro che è stato proposto alla Regione dalla Fap Toscana, il segretario regionale Luigi Fanciulli osserva “Si fu un vero e proprio baratro quello in cui il fascismo precipito l’Italia. Per questo, nell’ 80 anniversario della Liberazione, che dobbiamo ricordare e valorizzare anche contro ogni forma di revisionismo abbiamo proposto con piacere al Consiglio regionale, la pubblicazione di questo libro di Gabriele Parenti Vice segretario della Fap Acli regionale il quale tratta appunto tali argomenti che hanno segnato il XX secolo e sono alle radici della nostra storia.
Dopo l’introduzione e il capitolo di apertura dedicato a quattro donne vittime del nazifascismo si segnala un’ampia intervista a Vannino Chiti già Presidente della Regione Toscana poi più volte Ministro e vice presidente del Senato e oggi Presidente ISRT Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea.

Nella copertina due immagini. In alto Sant’Anna di Stazzema – Parco Nazionale della Pace – Museo Storico della Resistenza. Nella parte sottostante: Firenze, binario 16 “Monumento alla storia dei deportati fiorentini” di Nicola Rossini.

Tornando al contenuto di questo volume l’autore sottolinea che un tempo i ricordi del fascismo, della guerra, della liberazione erano vividi, erano ancora “attualità”; poi sono divenuti sempre più lontani, tanto che oggi rischiano di essere tramandati solo in ristretti ambiti di studiosi e di appassionati di storia. Eppure, proprio qui sono le radici del nostro presente, una sorta di DNA perché – sottolinea Parenti – come diceva Croce, la storia e sempre contemporanea.
Precisa, poi, che in questo libro in cui non si troveranno documenti inediti fatti finora sconosciuti, né un’esaustiva storia dell’infausto ventennio e della seconda guerra mondiale ma, procedendo in modo apparentemente discontinuo ricerca gli snodi delle varie vicende anche per fare giustizia di alcuni luoghi comuni come la lentezza degli Alleati nel risalire la Penisola talora ndebitamente considerata come inerzia di fronte a un nemico allo stremo. (Si vedrà che non era così).
La pubblicistica sul fascismo e sulla guerra e sterminata. Ma, appunto per la sua mole, rischia di essere confinata in ambito specialistico. Per questo, la divulgazione appare pare oggi ancora piu importante.
Nella prefazione a questo libro che è in distribuzione gratuita fino a esaurimento copie. il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo ha scritto: “Questo libro di Gabriele Parenti si inserisce con rigore e passione in quella necessaria operazione di riannodare i fili tra ciò che è stato e ciò che rischia, ancora oggi, di riaffacciarsi sotto nuove forme.
E aggiunge che “con uno stile limpido l’autore ricostruisce snodi fondamentali della nostra storia nazionale, non tanto con l’intento di fornire un resoconto esaustivo, quanto piuttosto per riattivare un sentimento capace di riconoscere nel fascismo, nella guerra, nella Resistenza e nella Liberazione non semplici eventi consegnati all’archivio della storia, ma presenze ancora vive nella nostra identità civile.
Si tratta di un’opera che coniuga rigore storiografico e chiarezza divulgativa, e che trova nel Consiglio regionale della Toscana un naturale alleato nella sua missione educativa. Specie in un tempo in cui l’indifferenza si traveste da neutralità e il revisionismo tenta di confondere le coscienze”.
Ovviamente- spiega Gabriele Parenti il libro, proprio, per la straordinaria ampiezza della materia non ha alcuna pretesa di essere esaustivo. Ma effettua dei focus su alcuni aspetti cruciali. E con un taglio giornalistico – analizza appunto le ricerche storiografiche più recenti che offrono risposte nuove e approfondite. Ad esempio i saggi sulla guerra alla Grecia, sulla portata e sulle conseguenze della Conferenza di Monaco (in specie il fondamentale Scacco alla pace) e su cosa accadde dopo Pearl Harbor quando l’intervento americano in Europa non era affatto scontato.
Antonio Mazzeo ha anche messo in risalto che “Fra le pagine di questo libro si trovano volti, gesti, scelte di coraggio compiute in condizioni estreme. Tra tutte, meritano una menzione speciale le figure femminili cui l’autore restituisce voce e dignità. Donne che hanno sfidato la paura, attraversato il dolore, pagato con la vita la scelta di restare umane. Donne come Anna Maria Enriques Agnoletti, Norma Parenti Pratelli, Irma Bandiera, Sophie Scholl, che rappresentano l’altra metà della Resistenza. Quella che spesso non ha trovato spazio nei manuali, ma senza la quale la storia della nostra liberazione sarebbe incompleta. Non fu solo il coraggio degli uomini a riscattare l’Italia dall’abisso, ma l’intelligenza, la generosità e la fermezza morale di tante donne che seppero opporsi al male con una forza incorruttibile”.

Gabriele Parenti