Si è svolto martedì 30 giugno, presso il Centro Pastorale Le Mantellate di Pontedera, il convegno “La casa che cura – Assistenza domiciliare e adeguamento abitativo”, promosso nell’ambito delle iniziative dedicate ai temi dell’invecchiamento attivo, della domiciliarità e dell’innovazione sociale.
L’incontro – ha detto il Segretario provinciale della Fap Acli di Pisa Alberto Macerata – ha rappresentato un importante momento di riflessione sulle prospettive dell’assistenza agli anziani e sulla necessità di ripensare il concetto stesso di abitare, mettendo al centro la persona, la qualità della vita e la permanenza nel proprio ambiente domestico il più a lungo possibile.
Ad aprire e moderare i lavori è stato Simone Fulghesu, direttore del Patronato ACLI Pisa-Lucca, che ha invitato per i saluti istituzionali il sindaco di Pontedera Matteo Franconi, del presidente delle Acli provinciali di Pisa e Lucca Andrea Valente e del segretario provinciale della Federazione Anziani e Pensionati delle Acli Alberto Macerata.
Il convegno è stato anche l’occasione per presentare i risultati conclusivi del progetto triennale Pronto Badante per la Valdera e l’Alta Val di Cecina, esperienza che, grazie ai risultati conseguiti, è stata confermata e rifinanziata per un nuovo triennio.
In collegamento da remoto è intervenuto Simone Bellezza, segretario nazionale di “ACLI in Famiglia”, che ha offerto una panoramica sullo stato dell’assistenza domiciliare in Italia, evidenziando come l’aumento della popolazione anziana renda sempre più urgente rafforzare i servizi di supporto alle famiglie. La famiglia è al primo posto per quanto riguarda l’assistenza agli anziani; in particolare la componente femminile è la più coinvolta, rinunciando alla propria autonomia e lasciando spesso il proprio posto di lavoro.
Barbara Tognotti, coordinatrice sociale della Società della Salute Alta Val di Cecina-Valdera, ha illustrato i servizi sociosanitari disponibili sul territorio, sottolineando il ruolo fondamentale della presa in carico integrata e della collaborazione tra istituzioni e terzo settore per rispondere ai bisogni delle persone anziane e fragili.
I risultati del progetto Pronto Badante sono stati presentati da Paolo Martinelli, che ha ripercorso gli obiettivi dell’iniziativa, le modalità operative e il lavoro svolto dalla rete delle associazioni coinvolte. Nel corso dell’intervento sono stati illustrati i dati relativi alle richieste telefoniche ricevute, agli interventi attivati ed all’efficacia del modello organizzativo sperimentato sul territorio, confermando l’importanza di un servizio capace di offrire risposte tempestive alle famiglie nei momenti di maggiore difficoltà.
Particolarmente significativo anche l’intervento di Renato Lemmi, presidente dell’associazione CasaInsieme APS, che ha affrontato il tema dell’emergenza abitativa. L’aumento degli sfratti e la crescente difficoltà di accesso al mercato degli affitti stanno infatti colpendo un numero sempre maggiore di persone fragili. Nel corso del 2025 l’associazione ha gestito 26 alloggi, mentre attualmente le richieste di aiuto sono salite a 127, delle quali 17 provengono da persone con più di 65 anni, segno di un disagio abitativo sempre più diffuso anche tra gli anziani.
Uno sguardo alle esperienze più innovative è arrivato infine da Viola Ridolfi, della cooperativa Il Girasole di Firenze, che ha illustrato il progetto di Senior Cohousing realizzato nel quartiere di Novoli. Attraverso la riqualificazione di un intero condominio sono stati realizzati 37 appartamenti completamente privi di barriere architettoniche, affiancati da servizi condivisi quali portierato, sala comune, servizi di assistenza alla persona e servizi sanitari specialistici.
L’esperienza fiorentina ha evidenziato come il futuro dell’assistenza passi non soltanto dalla disponibilità di servizi domiciliari, ma anche dalla progettazione di abitazioni e quartieri capaci di favorire autonomia, sicurezza e relazioni sociali. Accanto al cohousing tradizionale, è stato inoltre presentato il modello del Senior Housing diffuso, che punta a consentire agli anziani di continuare a vivere nella propria casa grazie a sistemi di monitoraggio, tecnologie digitali e contatti costanti attraverso dispositivi di uso quotidiano come smartphone e assistenti vocali.
Il dibattito conclusivo molto partecipato, ha visto il pubblico confrontarsi soprattutto sulla possibilità di trasferire esperienze come quella fiorentina anche nei territori della provincia di Pisa e sulle prospettive di sviluppo di nuove forme di abitare solidale.
Il convegno – ha sottolineato Alberto Macerata – ha confermato come il tema del domicilio rappresenti una delle principali sfide dei prossimi anni. Garantire agli anziani la possibilità di vivere nella propria casa, o in abitazioni progettate per favorire autonomia e socialità, significa investire non solo nel benessere delle persone, ma anche nella sostenibilità dell’intero sistema sociosanitario. Un obiettivo che richiede la collaborazione tra istituzioni, associazioni, cooperative sociali e comunità locali, affinché la casa possa diventare sempre più un luogo di cura, inclusione e dignità.
