Trump attacca l’Iran con decisione unilaterale senza nemmeno usare lo schermo della Nato. Dice che sarà un conflitto breve. Tutti sapevamo che non sarebbe stato così. Poi ostenta sicurezza. Intanto in Iran crescono morti e distruzioni. Né ci sono segni di de-escalation.
Noi siamo più fortunati subiamo “solo” il rincaro del petrolio che non ferma la sua corsa e quindi verremo travolti dalla spirale inflazionistica che metterà in ginocchio le economie europee (renderà più povere le famiglie e ancora di più i pensionati che non hanno rinnovi contrattuali) e toserà i piccoli risparmi.
Il governo Meloni aveva la possibilità di un intervento concreto per rallentare l’inflazione. Ridurre subito e drasticamente le accise sui carburanti che sono le più alte d’Europa. Invece si convocano le società petrolifere, si preparano monitoraggi antispeculazione (che non sono mai riusciti a frenare l’inflazione quando diviene crescita generalizzata di tutti i prezzi).
E adesso che faremo? Aspetteremo la tempesta senza efficaci misure? Lo scenario che si profila è… incredibile.
Il governo sembra abbandonare la strada di un intervento sulle accise richiesta dal PD e da associazioni consumatori per varare un ennesimo bonus (populista) per famiglie “meno abbienti” (si parla di un Isee da 15mila euro l’anno?!). E poi?
Senza un intervento generalizzato per far scendere il prezzo dei carburanti non sarà possibile assolutamente rallentare la corsa dei prezzi.
Pur non essendo un economista, con l’esperienza di tutte le crisi precedenti, posso tratteggiare come l’inflazione determina un effetto moltiplicatore: il rincaro passa dai carburanti alle materie prime, dalle bollette ai prodotti industriali, poi ai servizi, alle tariffe… E quindi di nuovo aumenti dei prodotti. I lavoratori giustamente chiederanno incrementi salariali per compensare la perdita del potere d’acquisto e la crescita del costo del lavoro innescherà un’ulteriore miccia per nuovi aumenti… e così via (quanto ai pensionati a loro non resta che subire e vedranno anche assottigliare i piccoli risparmi messi da parte con fatica per la vecchiaia). Inoltre, se i nostri prodotti avranno prezzi in crescita sarà più difficile esportare e, al contrario sarà più massiccia l’invasione di prodotti asiatici.
Intanto gli Stati Uniti si “salvano” sospendendo l’embargo al petrolio russo.
A proposito di monitoraggi c’è una domanda da porre al governo che sta prendendo tempo Non sa che proprio questo indugio ci nuoce? Perché anche se la guerra finisce e il greggio tornerà a quotazioni accettabili, i prezzi una volta cresciuti non torneranno a calare anzi… per forza d’inerzia proseguiranno la corsa… finché una diminuzione della domanda non determinerà un rallentamento… ma quando? Più forte è la rincorsa e più difficile sarà la frenata.
Gabriele Parenti