Da anni amministratori regionali e comunali ripetono che bisogna lasciare l’auto a casa e servirci dei mezzi pubblici.Tuttavia è stato recentemente annunciato l’aumento dei biglietti per gli autobus di Autolinee Toscane (e per la tramvia) che saliranno da 1,70 a 2 euro, con un incremento di circa il 15 per cento, a partire dal prossimo primo agosto.
Tra le motivazioni, oltre all’aumento del prezzo del carburante (ma perché anche per la tramvia?) c’è il fatto che l’aumento è arrivato – afferma la Regione – “dopo tre anni di aumento del costo della vita, dell’indice Istat sull’inflazione”.
E’ stato anche ricordato che “due euro costa il biglietto a Genova a Roma, 2 euro e trenta centesimi a Bologna, 2 euro e venti centesimi a Milano”. Questo però – osservano il Segretario provinciale della Fap Acli (Federazione Anziani e Pensionati) di Firenze Claudio Barsacchi e il Segretario regionale Gabriele Parenti – non ci consola. Poi. nelle grandi città anche la rete del trasporto pubblico è ben più ampia e, d’altronde, è stata respinta la proposta del “biglietto breve” che anche noi avevamo a suo tempo auspicato ”.
Il trasporto pubblico – rilevano Barsacchi e Parenti è particolarmente importante per la popolazione anziana ma non ci sono per loro né per gli utenti meno abbienti tariffe agevolate per i biglietti singoli.
Le uniche agevolazioni riguardano gli abbonamenti, ma solo per persone con un Isee basso. “Circa gli anziani, -sottolineano i due dirigenti della Fap Acli, essi in genere non si spostano tutti i giorni e per loro sarebbe più importante un’agevolazione sul biglietto singolo o quanto meno su un carnet di 10 biglietti”. E considerano eccessivo un aumento del 15% (che con l’arrotondamento raggiunge il 17% NDR) se si pensa che in tre anni le pensioni non hanno avuto incrementi analoghi.
“Il fatto è -conclude il Segretario della Fap Acli Toscana Gabriele Parenti – che gli anziani sono ancora una volta “dimenticati”. Si dimentica che le fragilità indotte dall’età impongono l’uso del mezzo pubblico e che la maggior parte dei loro spostamenti sono inderogabili. Inoltre, si trovano continuamente a fare i conti con aumenti che sono solo pochi spiccioli mentre quelli dei prezzi corrono “a causa dell’inflazione”… “Ma allora anche le rivalutazioni non dovrebbero più essere tagliate, bensì adeguate integralmente all’aumento dei prezzi”.