La Regione Toscana ha recentemente introdotto nello Statuto il diritto alla felicità. O meglio ha inserito il principio del “diritto al perseguimento della felicità nell’interesse generale”.
Ebbene, anche in questa ottica, il settore socio sanitario appare cruciale per la ricerca se non della “felicità” vera e propria (che è un concetto difficile da declinare) quanto meno di una vita più confortevole e con meno inquietudine… rispetto a quanto avviene attualmente.

Ebbene, sono numerose le questioni che la Fap Acli dovrà affrontare nei prossimi mesi in campo socio sanitario anche mediante specifiche iniziative sul territorio e attraverso un confronto con la Regione e le strutture territoriali come Usl e SdS.
Iniziamo dalle Case della Comunità che sono state definite il cuore della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale avviata con i fondi del PNRR Ma adesso è il momento di specificare quali funzioni saranno loro assegnate quali le risorse umane e le risorse economiche, in che misura saranno previsti medici specialisti, infermieri, strumentazioni per analisi e per esami medici (come ad es. ecografie, radiografie, tac, Rmx)… a proposito di Risonanza magnetica sembra che la messa a punto di una nuova macchina che consuma meno elio possa scongiurare la crisi derivante dai quantitativi di elio che sono fermi nel golfo di Hormuz (un altro bel regalo di questa guerra che sta rovinando la nostra economia).
Chiuso l’inciso e tornando ai temi della salute è importante mettere a punto i rapporti delle case di comunità con altri fondamentali servizi sanitari come il medico di famiglia, la guardia medica, gli ospedali e che ruolo avranno le Società della salute quali saranno le attività di prevenzione.
Proprio la prevenzione è un altro punto rilevante per il nostro sindacato Anziani e Pensionati. In coerenza con l’innalzamento dell’età e delle aspettative di vita il linite di età per per gli screening oncologici è stato alzato ma non a sufficienza e in modo troppo “rigido”. Ovvero si dovrebbero prendere in considerazione varie fragilità e fattori di rischio e intendiamo affrontare concretamente tale questione con proposte specifiche.
C’è inoltre il grave problema della spesa farmaceutica che ha superato i 25 miliardi (report del 5/52026 dell’Agenzia nazionale per il farmaco) per il SSN tanto che si parla di una una possibile revisione del prontuario. Noi della Fap Acli chiediamo che la eventuale revisione non sia in senso restrittivo perché l’impennata appare ancora più gravosa per i farmaci che sono a totale carico dell’assistito e gli importi delle pensioni non sono più sufficienti a rispondere alla necessità di farmaci che sono a totale carico ma che sono egualmente necessari, spesso indispensabili . Quindi la eventuale revisione dovrebbe caso mai accogliere nuovi farmaci tra quelli per cui si paga “solo” il ticket e non l’intero importo.

Infine sui temi sociali e facendo riferimento a un recente incontro che si è tenuto a Pontedera occorre far fronte alla prospettive che riguardano l’assistenza agli anziani, sia per il settore badanti e assistenti domiciliari, sia per la necessità di ripensare il concetto stesso di abitare, mettendo al centro la persona, la qualità della vita e la permanenza nel proprio ambiente domestico il più a lungo possibile.
Rientrano in questo campo significative esperienze che evidenziano come il futuro dell’assistenza passi non soltanto dalla disponibilità di servizi domiciliari, ma anche dalla progettazione di abitazioni e quartieri capaci di favorire autonomia, sicurezza e relazioni sociali. Così, accanto al cohousing tradizionale, è possibile pensare al cosiddetto modello del Senior Housing diffuso.