Non capisco tutto questo astio (o forse lo capisco fin troppo) contro la canzone vincitrice del Festival di Sanremo. Critiche violente sui media, addirittura insulti sui social.
Leggo che questa canzone non appartiene al “sentire di tutti gli italiani”. Può essere che non sia di tutti ma certamente lo è della grande maggioranza e non solo di noi dinosauri (oggi chiamati boomers) ma anche delle generazioni successive.
Per sempre sì non è un proclama antidivorzista. Dice solo che quando c’è l’amore vogliamo pensare che sia eterno… Se poi le cose non vanno è un’altra questione. E quando ci si sposa, il sì non è “a termine.” Inoltre non ha una visione idillica o zuccherosa….
Perché un amore, non è amore per la vita/Se non ha affrontato la più ripida salita.
E’ la storia di molti di noi, noi gente semplice che non abbiamo trovato la pappa scodellata ma ci siamo dati da fare per comprare una casa con il mutuo, per conciliare lavoro e impegni familiari, per combattere contro il caro-prezzi, per mettere insieme i soldi per affrontare una spesa imprevista o per portare i figli al mare. Difficoltà quotidiane che abbiamo affrontato e affrontiamo insieme. E adesso, mentre si fa sera, cerchiamo di sostenerci a vicenda nelle reciproche fragilità.
Tornando ai blog alcuni hanno scritto che il testo è poca cosa o che è “abbastanza ambiguo.” Qualcuno si allarga a criticare la musica definita “da anni ’60 (ma sarebbe così riprovevole? Quegli anni sono stati di gran lunga i migliori della musica italiana.
Per fortuna c’è anche chi dice che Per sempre sì reagisce alla celebrazione dell“amore mordi e fuggi” e che esorta a non mettere al bando il valore della famiglia. Un aspetto interessante perché da decenni parlare di valore della famiglia è considerato retrogrado. Eppure il tessuto sociale ci mostra che questo valore è solido ed è il fattore più rilevante di coesione e di solidarietà.
Mi trovo, quindi, d’accordo con Mons. Staglianò presidente della Pontificia accademia di teologia il quale ha scritto che “la fedeltà non è noia, ma avventura; che la promessa non è prigione, ma libertà; che il tempo non consuma l’amore, lo matura”
Ed ha aggiunto che questa canzone “È la rivincita di un amore che non ha paura di pronunciare la parola “eterno” in un’epoca che vorrebbe tutto temporaneo, leggero, a bassa intensità emotiva. In una società dove i legami si consumano come beni di consumo, un brano che canta la promessa matrimoniale come scelta consapevole e gioiosa diventa un atto controcorrente di straordinaria potenza”.
Un apprezzamento analogo ha espresso per Magica Favola cantata da Arisa la quale parla di amore che abita dentro di sé come l’arcobaleno, come pace dopo il diluvio. E per Ora e per sempre cantata da Raf (e scritte da lui insieme al figlio Samuele) dedicata alla moglie Gabriella dopo trent’anni di matrimonio. “E tu sei sempre la più bella, il tempo ti sta una meraviglia”: versi che “rovesciano la narrazione corrente, per cui il tempo sarebbe nemico dell’amore e il matrimonio la sua tomba”.
Mi associo completamente a questo commento. Anche per esperienza personale. Si parva licet, come Petrarca anch’io ho conosciuto Laura più di mezzo secolo fa e fin dal primo incontro ho capito, che da parte mia, sarebbe stato per sempre. Siamo adesso a 53 anni di matrimonio. Come ho descritto prima, il percorso della vita vede ogni giorno problemi da risolvere ma anche qui faccio ricorso al testo di Per sempre sì dove il protagonista della canzone afferma di sapere bene che il futuro è una grande incognita Ma aggiunge che “insieme a te non mi spaventerà”.
Per questo credo che all’amore vero sia connessa l’aspirazione, il desiderio che duri per sempre.
Gabriele Parenti