Le Acli di Arezzo il 3 febbraio hanno festeggiato il trentesimo anniversario della Carta della Pace di Camaldoli con una cerimonia in Casentino tra Lonnano e Ama nel Comune di Pratovecchio Stia per ricordare un documento che trova le proprie radici nella volontà di affermare una cultura fondata su pace, dignità della persona, giustizia sociale e responsabilità collettiva.
La Carta della Pace di Camaldoli, infatti, fu pubblicata nel febbraio del 1996 in un momento di particolari tensioni internazionali al termine di un confronto tra gli esponenti di Acli, Arci e altri movimenti politici e associativi del territorio aretino con la volontà di stilare un vero e proprio manifesto del pacifismo capace di porsi come uno strumento operativo per assumere posizioni responsabili nei momenti di crisi in ambito giuridico, politico e sociale.
La copia originale del documento è stata consegnata alle Acli di Arezzo dal custode e promotore dell’iniziativa, don Francesco Pasetto, per tramandare il valore storico e simbolico di un testo che continua a rappresentare un riferimento etico e culturale di forte attualità.
L’iniziativa del 3 febbraio- ha detto il Presidente provinciale Luigi Scatizzi- testimonia un’occasione concreta per ricordare i principi enunciati nel documento e per ribadire l’impegno dell’associazione nella promozione dei valori di pace, dialogo e responsabilità civile
Per questa occasione, dopo la S. Messa si è tenuto un convegno che aperto da Emiliano Manfredonia (presidente nazionale delle Acli) e di Roberto Monti (presidente del circolo Acli “San Vito” di Lonnano).
Quindi don Francesco Pasetto con l’intervento dal titolo “La Carta della Pace di Camaldoli, semi di speranza, opere di pace. Costruiamo la Terra, la nostra Patria umana” seguito dalle riflessioni sulla Carta della Pace di Camaldoli tra modernità e prospettive a cura di quattro fondatori del documento: Luigi Scatizzi (presidente provinciale delle Acli di Arezzo), Damiano Bettoni, (presidente della Fondazione Giovanni Paolo II), Fabio Roggiolani (cofondatore di Ecofuturo) e Carlo Umberto Salvicchi (già presidente territoriale dell’Arci). La conclusione è stata arricchita da un momento di convivialità a cura delle Acli di Arezzo e del circolo Acli di Lonnano.