È stato pubblicato nell’ottobre scorso, nella collana Eda del Consiglio regionale della Toscana il libro di Gabriele Parenti Nel baratro..oltre il baratro. Fascismo, Guerra, Liberazione. La pubblicazione è nata da una proposta della Fap Acli Toscana e il libro contiene una prefazione del Segretario regionale Luigi Fanciulli che ricorda l’impegno della Fap per la valorizzazione della memoria storica,
Questo saggio ricerca nella storia del XX secolo le radici del presente. Anche sulla base della sua lunga esperienza di giornalista e di regista, Gabriele Parenti che è oggi dirigente della Fap Acli fiorentina e toscana sottolinea che il vorticoso flusso d’informazioni rende più labile la memoria storica. Da qui il suo intento di mantenerla viva con un ampio lavoro che ha -come dichiara appunto l’autore- un duplice obiettivo.
Anzitutto un intento divulgativo per avvicinare i lettori – con lo sguardo rivolto soprattutto ai i giovani, – a un periodo cruciale come il fascismo, il nazismo, la seconda guerra mondiale, la Liberazione. In modo da valorizzare la memoria storica.
Ma ‘è un libro in cui tutte le generazioni troveranno spunti interessanti. Anche coloro che tali argomenti hanno vissuto o coloro che ne hanno sentito parlare dai genitori.
Spunti significativi emergono da queste pagine in quanto l’altro intento è interpretativo.
In tal senso l’autore intende valorizzare il ruolo della Resistenza che per lungo tempo è stato sottovalutato Inoltre, avvalendosi anche della consultazione di una vastissima bibliografia offre interessanti chiavi interpretative su determinati eventi che a distanza di quasi un secolo presentano aspetti ancora controversi o con risvolti da approfondire.
Così, ad esempio, mostra quanto la pericolosità del fascismo e del nazismo fossero state sottovalutate dalla classe politica. E come, una volta giunti al potere, abbiano potuto sovvertire in breve tempo tutto l’ordinamento statuale che non aveva come salvaguardia una Costituzione “rigida” e salda come la nostra, nata appunto dopo quelle funeste e tragiche esperienze.
Il volume è in distribuzione gratuita fino a esaurimento copie
Nel presentare questo saggio il Vice Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo ha scritto: “Questo libro di Gabriele Parenti si inserisce con rigore e passione in quella necessaria operazione di riannodare i fili tra ciò che è stato e ciò che rischia, ancora oggi, di riaffacciarsi sotto nuove forme”.
Con uno stile limpido l’autore ricostruisce snodi fondamentali della nostra storia nazionale, non tanto con l’intento di fornire un resoconto esaustivo, quanto piuttosto per riattivare un sentimento capace di riconoscere nel fascismo, nella guerra, nella Resistenza e nella Liberazione non semplici eventi consegnati all’archivio della storia, ma presenze ancora vive nella nostra identità civile.
Si tratta di un’opera che coniuga rigore storiografico e chiarezza divulgativa, e che trova nel Consiglio regionale della Toscana un naturale alleato nella sua missione educativa. Specie in un tempo in cui l’indifferenza si traveste da neutralità e il revisionismo tenta di confondere le coscienze.
Ovviamente- spiega l’autore – il libro, proprio, per la straordinaria ampiezza della materia non ha alcuna pretesa di essere esaustivo. Ma effettua dei focus su alcuni aspetti che ritiene meritevoli di essere analizzati e approfonditi. Ad esempio: quali furono i fattori che, portarono Mussolini al potere? La marcia su Roma fu solo un aspetto coreografico o ebbe un suo rilievo sostanziale? Quali gli obiettivi politico-militari della Campagna d’Italia? Che impatto ebbe a Linea Gotica? Perché Mussolini attaccò la Grecia? Cosa accadde dopo Pearl Harbor?
Questo libro, con un taglio giornalistico – analizza appunto le ricerche storiografiche più recenti che offrono risposte nuove e approfondite su questi temi.
Antonio Mazzeo ha, inoltre, sottolineato che “Fra le pagine di questo libro si trovano volti, gesti, scelte di coraggio compiute in condizioni estreme. Tra tutte, meritano una menzione speciale le figure femminili cui l’autore restituisce voce e dignità. Donne che hanno sfidato la paura, attraversato il dolore, pagato con la vita la scelta di restare umane. Donne come Anna Maria Enriques Agnoletti, Norma Parenti Pratelli, Irma Bandiera, Sophie Scholl, che rappresentano l’altra metà della Resistenza. Quella che spesso non ha trovato spazio nei manuali, ma senza la quale la storia della nostra liberazione sarebbe incompleta. Non fu solo il coraggio degli uomini a riscattare l’Italia dall’abisso, ma l’intelligenza, la generosità e la fermezza morale di tante donne che seppero opporsi al male con una forza incorruttibile”.