Come articolo benaugurante per la nostra nazionale mi piace ricordare il suo debutto avvenuto 115 anni fa all’Arena Civica di Milano, contro la già titolata nazionale francese (era da sei anni sulla scena internazionale e che si concluse con un sonoro 6 a 2 a favore dell’Italia.
Era il 15 maggio una bella domenica primaverile. Erano presenti 4mila spettatori, un numero ragguardevole e al di sopra delle previsioni, perché il calcio, in Italia, era ancora uno sport minore.
Ma veniamo alla cronaca dell’incontro. L’Italia.
La cronaca
I francesi avevano maggiore tecnica dettata dall’esperienza; allora gli italiani giocarono la carta della velocità e del pressing. Furono premiati perché al 13° passarono in vantaggio con Lana. centravanti del Milan. I francesi non fecero a tempo a riprendersi dalla sorpresa che subirono un nuovo gol, segnato dal centromediano Fossati. Nel secondo tempo la Francia mostrò più animosità e dopo soli 4 minuti ridusse le distanze. Ma al 59′ l’Italia segnò di nuovo con Lana.
Ma anche il 3-1 non consentiva di stare tranquilli. Infatti dopo solo tre minuti, al 62° l’attaccante Ducret riaprì l’incontro. Ma quella dei transalpini, fu solo una speranza effimera perché due minuti dopo Rizzi, mezz’ala dell’Ausonia ristabilì le distanze e mise al sicuro il risultato. Poi, incoraggiata da un pubblico in delirio, la nostra nazionale dilagò, segnando ancora con De Bernardi al 82′ e con Lana su rigore all’89’.
Questa la formazione della storica partita: De Simoni (U.S. Milanese), Varisco (U.S. Milanese), Calì (Andrea Doria) capitano, Trerè (Ausonia), Fossati (Inter) D. Capello (Torino), Debernardi (Torino), Rizzi (Ausonia), Cevenini A. (Milan), Lana (Milan), Boiocchi (U.S. Milanese). Allenatore era il milanese Umberto Mazza che sarebbe rimasto alla guida della nazionale fino al 1924.
Otto calciatori italiani su undici erano delle quattro squadre milanesi (US Milanese, Milan, Inter, Ausonia). Non c’era, invece nessun juventino; da notare che l’Ausonia, ultima classificata nel campionato, aveva ben due titolari. Mancavano, invece, i calciatori della Pro Vercelli (prima classificata insieme all’Inter) squalificati per un’azione di protesta sulla data dello spareggio. Ma anche la Francia non era messa meglio. Infatti, si era verificata una sorta di scissione nella Federazione calcistica per cui varie società importanti, tra cui quelle di Parigi, non aderivano alla nazionale. I risultati ne avevano ovviamente risentito. Non solo era stata sconfitta con punteggi stratosferici dall’Inghilterra ma aveva perso anche in casa per 17-1 contro la Danimarca.
Quel pomeriggio del 15 maggio l’Italia giocò in maglia bianca (con il colletto inamidato) Aveva scelto quel colore per motivi economici in quanto le casacche colorate costavano di più. Solo dal terzo incontro adottò l’azzurro. Un’altra particolarità: in quella partita, i calzettoni erano di colori diversi perché ognuno indossava quelli della sua squadra di appartenenza.
Da notare che i convocati, erano già dei popolari campioni ma non erano calciatori “professionisti”. Facevano i più svariati mestieri. Ad esempio, c’erano un meccanico, un geometra, un fotografo, uno studente, un commerciante.
Tempi davvero pionieristici… Lo vediamo anche da come l’evento fu riportato dalla stampa. Ha scritto Giuseppe Bagnati (in Cent’anni e sembra ieri. Tanti auguri Nazionale. https://www.gazzetta.it/Speciali/Mondiale_2010/Squadre/01-06-2010) che La Gazzetta dello Sport dette l’annuncio dell’incontro in prima pagina ma con un articolo di spalla mentre l’apertura era dedicata al prossimo inizio del Giro d’Italia. Il resoconto, invece fu dettagliato, con una cronaca narrata minuto per minuto ma a pagina 5 . Mentre il Corriere della Sera ne parlò in quarta pagina.
Gabriele Parenti